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mercoledì 15 giugno 2016

Chieti-Pescara: città metropolitana d'Abruzzo e Molise

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Le regioni  Abruzzo e  Molise, in Italia

La città metropolitana Chieti-Pescara, centro nevralgico delle regioni Abruzzo e Molise

L'area metropolitana Chieti-Pescara che include i comuni di Montesilvano, Spoltore, S. Giovanni Teatino, Francavilla al Mare
oltre ai comuni principali di Chieti e Pescara


I collegamenti stradali principali che individuano la "città metropolitana" Chieti-Pescara


Quella che qui vogliamo chiamare la città metropolitana "Chieti-Pescara" è inclusa nell'area più grande in cui insistono i comuni di Pescara, Chieti, Montesilvano, Spoltore, S. Giovanni Teatino e Francavilla al Mare.

Lo sviluppo naturale e spontaneo degli insediamenti abitativi e industriali ha delimitato negli anni questa area, per cui non si può fare a meno di considerarla un'area metropolitana anche se (finora) non è stata riconosciuta tale dai Governi centrali.

I collegamenti stradali oltretutto, che già si sono sviluppati, ne facilitano l'individuazione nei territori dei comuni principali sopra menzionati. 
                                                                           
 Le Amministrazioni dei Comuni interessati, secondo noi, non possono continuare a gestire i territori, i cittadini e le imprese senza considerare che sono comunque complementari fra di loro e ogni provvedimento preso da una di esse va ad influenzare le altre immediatamente più vicine; e anche quelle meno vicine.

Per cui, con lo sviluppo delle tecnologie moderne e future di comunicazione, viene logico pensare che si possono agevolare i cittadini e le imprese nella gestione della loro vita amministrativa e sociale, concentrandola in un unico organismo centrale, collegato ad unità dislocate in tutto il territorio.

Ogni provvedimento che l'Amministrazione Centrale dovesse prendere in futuro non dovrebbe escludere il principio di considerare quest'area come un tutt'uno.

Questo blog si propone di raccogliere i pareri dei tecnici e dei cittadini in merito alle varie tematiche di gestione del territorio di questi Comuni e offrire alle Amministrazioni un contributo alla soluzione di esse.

Qui di seguito il pubblico troverà elencate le tematiche così come si presenteranno in un ordine strettamente cronologico.

Abbiamo pensato perciò di cominciare con la prima, che era già nei nostri cassetti: l'istituzione della ZTL di corso Vittorio Emanuele in Pescara.







giovedì 9 giugno 2016

FORUM DI DISCUSSIONE: FILOVIA e SISTEMAZIONE AREA DI RISULTA FFSS




Il giorno 31 Gennaio 2016
    il dott. Di Giampietro di Webstrade ha scrittto: 


a  Vicesindaco Enzo del Vecchio Comune di Pescara
a sindaco Marco Alessandrini Pescara
c.c. CMG Staff
c.c P.M. Comune di Pescara

In vista del Consiglio Comunale aperto sulla Qualità dell'aria del 1 Febbraio 2016 a Pescara, allego il rapporto Malaria 2016 di Legambiente. Se qualcuno non l'avesse ancora letto, ricordo alcuni dei dati e indicazioni contenute nel Rapporto Malaria 2016, sul tema della qualità dell'aria nelle città.

   ( Il dossier MAL'ARIA 2016 di Legambiente: clicca qui)

- Pescara tra gli oltre cento capoluoghi di provincia, nel 2015 si trova al 35° posto tra le città che hanno superato il limite consentito dei 35 giorni/anno di PM10 (50 giorni, centralina di via Sacco).

- Non si tratta di un dato occasionale o stagionale ma strutturale. Il superamento dei limiti del del PM 10 è avvenuto a Pescara constantemente ogni anno, 7 volte su 7, dal 2009 al 2015.

Tra i fattori che incidono sulla qualità dell'aria e responsabili per le emissioni ci sono:
- Il traffico stradale (responsabile di quali il 50 % degli ossidi di Azoto, NOx);
- Il riscaldamento domestico (responsabile di quasi il 60 % del PM10 e del Monossido di Carbonio)
- Il settore industriale ed energetico  (responsabile del 75 % degli Ossidi di Zolfo).

In ambiente urbano privi di grandi complessi industriali, come Pescara, i fattori principali di inquinamento sono:
- il traffico stradale
- il riscaldamento domestico.

Per il riscaldamento domestico, anche influenzato, a causa della crisi economica, dalla crescita di impianti alimentati a pellet, legna o focolari domestici, molto si può fare con la revisione dei Regolamenti Edilizi Comunali e l'adozione di norme e incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici, sull'esempio di buone pratiche attive in Trentino ed in molti comuni italiani innovativi. Questo potrebbe essere il tema per un gruppo di lavoro intercomunale (Pescara e la sua area vasta) per la revisione di un Regolamento Edilizio Comunale unico tra i comuni con attenzione agli aspetti energetici, oltre che urbanistici, sanitari, di sostenibilità trasportistica, ambientale. Occorrerà coinvolgere l'Energy Manager cittadino.

Per la gestione del traffico ed un piano della mobilità sostenibile, alcune buone pratiche che il rapporto Legambiente suggerisce, sono le stesse indicate a più riprese dal CMG e dall'A.C. per Pescara, quali:

- La tariffazione della circolazione nelle zone centrali (Area C a Milano o estensione della ZTL a Pescara)
- L'ampia diffusione di Zone 30 in città (sul tipo della Zona 30 Margherita-Battisti progettata dal CMG a Pescara)
- La bicipolitana (modello Pesaro, con estensione degli assi di ciclabilità protetta ai comuni dell'area vasta)
- assi del trasporto collettivo in sede propria e di mobilità intercomunale su trasporto pubblico (modello tranvia di Firenze, PUMS di Bolzano o Trasporto pubblico in sede propria sulla Strada Parco a Pescara)
- il park-and-ride esterno di interscambio con il trasporto pubblico (Parcheggi di interscambio come a Bari - o, ad esempio, a Montesilvano Città Sant'Angelo e Silvi, a Pescara Nord).
- Pedonalizzazioni e percorsi sicuri (Pedibus, Bicibus e altri interventi, o assi ciclopedonali sicuri di adduzione, come gli Itinerari a mare, dalla collina al mare, che intersecano la Strada Parco a Pescara).


Spero di contribuire all'approfondimento della discussione.

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Cordialmente / Sincerely Yours
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Giuseppe Di Giampietro, arch. phD. Aiit,  Webstrade.it


autobus elettrici ditta Rampini - Passignano sul Trasimeno - PG: Presa Diretta  clicca qui  (dal minuto 49' 44" al minuto 53'00")

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08 giugno 2016: su Primadanoi apprendiamo la notizia che il Comune si appresta a dare una soluzione all'area di risulta della Stazione FS (leggi) e sollecita idee da parte dei cittadini.

Ci siamo ricordati che in una discussione con l'arch. Di Giampietro sul destino della filovia abbiamo io e Aristide Ricci prospettato qualche soluzione all'arch. Di Giampietro, quando questi si occupava della sistemazione delle strade cittadine e ci ha chiesto un aiuto.

Dopo un po di tempo passato fra una polemica sterile con gli esponenti del Comitato Stada-Parco e l'annuncio odierno del Sindaco, ho colto l'occasione di quest'annuncio stesso per aprire quel Forum di discussione promesso a quegli stessi cittadini che si oppongono alla filovia (o bus elettrici che siano).

E' chiaro che sull'ex-tracciato ferroviario che viene da Montesilvano debba secondo noi passare necessariamente la filovia (o bus elettrici che siano) che elimini l'ingressso in città da quella direzione, e dai paesi di Silvi, Città S. Angelo, Penne, Loreto, Atri e via dicendo, a nord della città, l'ingresso di 60.000 macchine al giorno.

60.000 macchine al giorno che entrano in città solo da nord (altre 60.000 entrano da Ovest- Chieti e sud-Francavilla) attraverso le tre direttrici principali della Riviera, della Nazionale Adriatica e dello Stradone-via Caravaggio, significa intasare le strade cittadine di auto (per lo più 1 auto = 1 persona) e ammorbare l'aria della città di smog per cui saremmo a breve multati dall'Europa (leggi Insider-Il Fatto sull'argomento: Smog_L'europa multa l'Italia).

Quindi la filovia da Montesilvano (o bus elettrici che saranno) è indispensabile per eliminare quell'enorme traffico e per migliorare la qualità dell'aria cittadina.

E allora con Di Giampietro abbiamo buttato giù qualche idea di interconnessione della filovia con l'area della risulta:

Queste sono le prime bozze di come secondo noi andrebbero sistemate quelle aree, premettendo che è necessario riaprire corso Vittorio Emanuele al doppio senso delle auto e dei bus sulle due corsie laterali riservate ad essi come abbiamo specificato nel lavoro seguente: ZTL di corso Vittorio :



L'area dove la filovia incrocia la rotatoria di via Michelangelo e il parcheggio attuale dei bus nell'area della Stazione.(dis. A. Spina)


In particolare: l'area a nord della area di risulta è quella interessata allo scambio della filovia con gli autobus urbani (il tondo giallo). La filovia dovrebbe passare attraverso la rotatoria di via Michelangelo il cui traffico va fatto scorre sotto due cavalcavia. L'ingresso dei pedoni da e verso la Stazione Centrale deve avvenire attraverso un sottopasso che congiunge la stazione vera e propria con piazza della  Repubblica. L'area a sud di quella di risulta deve essere attrazzata con silos auto parcheggio e verde pubblico, giardini, etc... Dall'area tonda dove avviene lo scambio fra i bus e la filovia si dirama il collegamento stradale con la zona sud della città (Portanuova) e la Tiburtina verso Chieti. (dis. A. Spina)


Particolare dell'area di scambio tra la filovia e i bus cittadini (dis. A. Spina)





martedì 11 novembre 2014

L'area di risulta della STAZIONE di PESCARA - dell'arch. Rodrigo Fradeani, 2002


A onore dell'arch. Rodrigo Fradeani, gran galantuomo, ho il piacere di ricordare al pubblico a futura memoria il suo progetto per l'area di risulta della Stazione di Pescara che risale al 2002, se non vado errato.

Questo progetto, alla fine avversato da tutti i partiti politici, e che era stato preparato dall'architetto come progettazione finanziata da imprenditori europei, è l'unico che sia degno di essere menzionato, secondo me, fra quelli che hanno interessato quell'area.

Ma fu boicottato soprattutto da quelli che cercarono di copiarlo, come risulta dalla cronaca cittadina sull'argomento negli anni successivi.

Anche se modificato in alcuni suoi aspetti (secondo me di teatri in città c'è abbondanza e quindi non ce n'è bisogno di altri: Circus, Massimo, Michetti, Flaiano, D'annunzio, ...) rimane tutt'ora un valido punto di riferimento progettuale.






il progetto: particolare parte sx


il progetto: particolare parte dx



il progetto: la descrizione











martedì 2 settembre 2014

la foce del Saline


Figura 1: la vallata del fiume Saline e del fiume Fino

Pare che sia in discussione nel Comune di Montesilvano il progetto di un porto-isola turistico.
Per la verità in passato anche per il porto di Pescara dall'Università D'annunzio era venuta un'ipotesi di porto-isola.
Evidentemente il vizietto si ripete…

Un porticciolo turistico a Montesilvano non avrebbe altro esito che quello funesto del porticciolo di Francavilla o di un progetto incredibile come quello di S.Vito.
Quest’ultimo è incredibile soprattutto per l’impatto negativo che avrebbe sul profilo costiero ma anche per la valutazione pessima che diamo  ad un ingresso rivolto a sud, come si desume dal progetto, pericoloso per la navigazione oltre che destinato inevitabilmente ad interrarsi –si veda il Marina di Pescara-. E anche per la disponibilità del porto turistico di Ortona, lì vicino a 4,7 km.

Così come a Montesilvano si dimenticano che a 8,9 km di distanza c’è il Marina di Pescara che ha ampia disponibilità di posti per barche a vela o per barche a motore di un certo pescaggio.

Perchè un porticciolo a Montesilvano ha senso solo come approdo per piccolissimi motoscafi da diporto e comunque per natanti di bassissimo pescaggio, com'è adesso il ricovero di Marina di Città S. Angelo sulla sponda nord del fiume Saline .


Figura 2: la foce del fiume Saline ad Aprile 2011.


Approdo che è nato in modo naturale su quel fiume e che si può solo migliorare ma non stravolgere.  Per cui un approdo-canale ci può stare. Un porto turistico no, secondo me.

Se il Comune di Montesilvano sente il bisogno di creare un approdo per piccoli natanti come quello di Marina di Città S.Angelo o per derive è comprensibile e naturale che provi a realizzarlo.


Figura 3: il terzo ponte sul fiume Saline, come previsto dalla Provincia di Pescara.


Ma non è sensato voler creare un porto turistico vero e proprio: non lo è nè per le valutazioni sull'impatto ambientale che avrebbe sulla costa, nè per quelle sulla sostenibilità economica e finanziaria, nè per quelle sulla sua sostenibilità dal punto di vista dei flussi commerciali futuri.

La valutazione sull'impatto ambientale non può che essere negativa perchè ogni opera aggettante a mare crea degli scompensi sulla costa: basta vedere come ha influito il porto di Pescara sulla costa a nord e a sud. O quello di Ortona (anche di più). O quello di Giulianova.

Ma i porti suddetti avevano una ricaduta commerciale motivata e necessaria, legata alla presenza dei traffici commerciali, turistici o legati alla pesca. 
E quindi la necessità di avere un porto era superiore al bisogno di proteggere alcuni tratti di costa (se il porto è indispensabile ci può stare qualche sacrificio per la costa, anche se non è detto che ci debba essere per forza).
Per quello di Montesilvano (o di Francavilla, o di S.Vito) questa necessità non ci sarebbe.

Quindi lo sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale per un porto turistico a Montesilvano non può essere che quello che si è delineato già in modo naturale con l'approdo sul fiume Saline di Marina di Città S. Angelo, sulla sponda nord.

Approdo che può essere ripetuto anche sulla sponda sud di quel fiume, ricadente sul territorio del Comune di Montesilvano.

Ma, come è accaduto per la nascita e lo sviluppo del porto di Pescara, la foce del fiume Saline può essere comoda per l'approdo dei piccoli natanti sulle sue sponde, ma pericolosa in caso di rientro con mare mosso per via dei bassi fondali insiti nella sua natura (come è evidente dalla foto sopra e come sanno tutti i frequentatori di quella foce ).
E qui ribadisco il concetto che un porto deve sempre essere un rifugio sicuro in caso di avverse condizioni meteo-marine, altrimenti viene meno il concetto stesso della necessità dell'esistenza stessa di un porto (o di un approdo). 

Quindi se approdo o rifugio vi deve essere nei paraggi di Montesilvano, vi deve essere connaturato in modo sostenibile ma senza dimenticare quale ne è il principio ispiratore.
E un modo sostenibile di farlo a Montesilvano è, secondo il mio parere,  solo quello di realizzare un approdo-canale sul fiume.

Il quale, sull'esperienza della storia del porto-canale di Pescara (e fatte le dovute proporzioni), potrebbe ripetersi con l'allungamento del molo esistente di circa 80 metri (vicino alle scogliere sommerse a nord) fino a raggiungere la linea di sporgenza delle opere a mare già presenti davanti ai grandi alberghi di Montesilvano, sulla sponda sud del fiume.
E di costruire un piccolo molo sud che parta dall'isolotto attuale sulla foce del fiume e si sporga a mare parallelo al molo nord.

La sponda sud del fiume dovrebbe essere sagomata fino al punto della foce in cui adesso il fiume si divide in un canale secondario (dove c’è quella specie di isolotto naturale), in modo da far convogliare il flusso delle acque solo verso un unico canale di sfogo. 

Sarebbe una situazione simile a quella per cui è nato il porto di Pescara e il convogliamento in un sol punto del flusso del fiume e del riflusso di marea migliorerebbe la navigabilità della foce, pur se destinata a piccolissimi natanti.

Si potrebbe quindi spostare l'ingresso sul fiume in acque più profonde (circa 2 metri) e più sicure in caso di condizioni di rientro con mare mosso, anche se l’approdo è destinato a piccoli motoscafi che si muovono in uno specchio di mare ravvicinato e che tutto sommato escono in mare solo in condizioni meteo marine tranquille.
Ma senza oltrepassare con nuove opere a mare quello che è il profilo di costa attuale.

E che quindi dovrebbe essere come nel disegno sottostante:


Figura 4: foce del fiume Saline a Montesilvano/PE.

All'altezza dell'ingresso nell'approdo-canale la profondità del mare sarebbe di 2 metri circa, sufficiente a far navigare in sicurezza i piccoli motoscafi anche con mare mosso, sia di tramontana e greco-tramontana (da nord) sia di levante-scirocco (da sud): che sono le condizioni meteo prevalenti, come nei paraggi del porto di Pescara.

Il restringimento della foce del fiume ad una larghezza fra i due moli di 30/35 metri servirebbe ad aumentare la portata e la velocità complessiva del fiume in quel tratto ed a rendere più uniforme la sua profondità all'altezza della linea di battigia attuale.
E’ noto dagli studi di idrodinamica che, restringendo l’alveo e aumentando la portata, la velocità del flusso del fiume aumenta. E quindi anche il deposito del fango in quel tratto sarebbe minore.

In modo così di migliorarne la navigabilità per i piccoli natanti che vi si rifugiano, proprio nel punto dove adesso le acque del fiume si dividono tendenzialmente con una forma iniziale di delta.

Profondità che si manterrebbe nell'ordine dei 2 metri, dall'ingresso fino all'approdo nel bacino interno, su una delle due sponde terminali del fiume (fino all'altezza del ponte della ferrovia), sufficiente per le esigenze di quelle imbarcazioni.

Sagomando la foce del fiume con due piccoli moli, all'esterno del molo sud, davanti agli alberghi, si creerebbe una nuova piccola spiaggia, più o meno come sul lato sopravvento, nel territorio del comune di Città S.Angelo.

E all’esterno del molo nord, vicino all’estremità, si potrebbe inserire un caratteristico e tipico trabocco locale.

Inoltre il flusso del fiume (adesso inquinatissimo, come quello del Pescara, ma che comunque ho letto da qualche parte è nelle intenzioni dell'Amministrazione di bonificare) non verrebbe a riversarsi sulla spiaggia a nord, defluendo più al largo.

Le acque in quel tratto di spiaggia non sarebbero inquinate dal fiume come adesso e, anche quando il fiume venisse bonificato, le acque di quella spiaggia sarebbero pulite e marine, quindi salate.

Come  è certamente intenzione del Comune di Città S. Angelo di offrire ai suoi cittadini e ai turisti.


Figura 5: sistemazione della foce del Saline.


 Gli alberghi più vicini, non sarebbero interessati dal deflusso del fiume anche se dovesse soffiare il vento di tramontana (che spinge le acque su quelle spiagge sottovento), in quanto con l’impeto di corrente più forte che il fiume avrebbe, il suo flusso defluirebbe più al largo.

Nella spiaggia che si verrebbe a creare fra il molo sud e il primo albergo potrebbe nascere un circolo velico con rimessaggi di modeste dimensioni ad uso delle derive a vela.
Un punto di approdo per le derive è stato oggetto delle ricerche del Comune di Montesilvano nel recente passato, come ho letto dalle notizie di stampa.
E quindi quello potrebbe essere il posto ideale e più naturale per crearlo.
Infatti, posizionarlo lungo la pur lunga spiaggia di Montesilvano, sarebbe un modo di sottrarne qualche tratto di essa ai bagnanti e darebbe l’occasione di nuovo di inserirvi qualche manufatto posticcio, comunque mai troppo bello da vedersi sulla spiaggia.

Un circolo velico per derive, addossato al molo sud del fiume sulla spiaggia che vi si verrebbe a creare, darebbe anche modo di organizzare eventi e raduni, a tutto vantaggio degli alberghi lì vicino e della intera comunità.  Il trabocco costituirebbe un tocco di tipicità e bellezza.
E la foce, così sistemata, sarebbe più sicura e navigabile.  


                                                                                                          Antonio Spina



foce del Saline: ZPF, Zona di Protezione della Fauna dal 1992












NB: i disegni sono stati fatti con il mouse e il programma Paint di Microsoft ______________________________________________________










domenica 15 giugno 2014

Tutti al mare !



Questa proposta  è presentata con il contributo del mio compagno di liceo, Aristide Ricci, già dipendente della ex-Ricci & Cesarone Autolinee di Manoppello, ex segretario regionale del sindacato dei trasporti della Cgil, oggi in servizio presso Arpa spa .  Quindi esperto di trasporti, per tradizione.

Cominciamo dagli aspetti logistici relativi all’accesso alle due spiagge della città (la Riviera Nord e la Riviera Sud) dei cittadini, pescaresi e delle città o paesi vicini,  perché la stagione balneare è imminente e quindi gli diamo la precedenza.

Poi seguirà la mobilità (metropolitana di superficie), i collegamenti ferroviari, l’area di risulta della Stazione Centrale e l’aeroporto.

Ogni anno si ripresenta puntualmente, e problematico, l’accesso alle Riviere durante la stagione balneare. 
Non essendoci parcheggi sufficienti per tutte le auto sulle riviere non rimane altro da fare che chiuderle completamente al traffico delle auto.

E soprattutto per evitare i soliti problemi di intasamento del traffico e  i disagi (e le multe !) ai cittadini, non rimane che ricorrere ai trasporti pubblici per sopperire al problema e migliorare, soprattutto, la qualità dell’aria e della loro salute fisica e psichica: sia di quelli che vogliono andare al mare sia di quelli che abitano sulle Riviere.

Le riviere sono quella a nord del porto fino al fiume Saline (Montesilvano) e quella a sud fino al fosso Pretaro prima di Francavilla:



le spiagge pescaresi: dai confini con Montesilvano (fiume Saline) a Francavilla (fosso Pretaro)


Seguendo le esperienze anche di città o paesi italiani e anche di quelli esteri, il ricorso al trasporto pubblico è necessario per regolare l’afflusso al mare dei bagnanti.

Ricordiamo, ad esempio, ma gli esempi potrebbero essere molti, la logistica dei trasporti urbani in  tante altre città europee. Il principio è che per accedere a zone molto frequentate e centrali si deve usare un trasporto pubblico, che parta da un’area, o un silos, o un’altra struttura di scambio, che permetta ai forestieri, soprattutto, di accedere agevolmente alle spiagge.

Per i cittadini metropolitani ci sono già in funzione i trasporti pubblici urbani e…le biciclette.

Per chi vuole andare al mare e viene da fuori città, ci sembra che non ci sia altro modo che usare l’area di risulta della Stazione come parcheggio di scambio.

Per chi arriva dall’interno della città (o dall’esterno) dovrebbe essere disponibile quell’area per il parcheggio delle auto ed autobus-navetta della locale azienda di trasporti GTM di Pescara: il servizio dovrebbe prevedere passaggi con una frequenza di 15 minuti  per un trasporto gratuito, incluso nel prezzo del ticket-parcheggio, sia in direzione della Riviera Nord (Montesilvano) sia della Riviera Sud (Francavilla).

Pertanto, chi vuole andare al mare può, anzi develasciare l’auto nell’Area di Risulta, e prendere l’autobus diretto alla riviera nord o quello diretto alla riviera sud, per poi ritrovarlo disponibile anche al ritorno, con una frequenza di 15 minuti a passaggio. 

Il servizio dovrebbe funzionare non solo la mattina o il pomeriggio, ma anche la sera, poiché di sera le riviere d’estate sono frequentate quanto il giorno.

Il percorso dovrebbe essere il seguente per la Riviera Nord Stazione, C.so V. Emanuele, Comune, via Paolucci, riviera fino a Montesilvano (grandi alberghi) e ritorno.                                      

Le fermate dovrebbero essere alle Poste Centrali, al Comune, al Mercato Ittico, e poi ogni due stabilimenti balneari. Al ritorno idem.



il primo tratto del percorso del tram-estivo: dalla Stazione alle Poste Centrali

il secondo tratto del percorso del tram-estivo: dal palazzo delle Poste Centrali fino alla Piazza del Comune/Provincia


il terzo tratto del percorso nord del tram-estivo: dal Comune allo scalo di alaggio della banchina nord


il quarto tratto del percorso nord del tram-estivo: dallo scalo di alaggio sulla banchina nord ai grandi alberghi di Montesilvano.
E ritorno


Per la Riviera Sud: Stazione, C.so V. Emanuele, Ponte Risorgimento, via M. Polo (da riabilitare a doppio senso di marcia- * vedi nota a fondo pagina),  via Andrea Doria, riviera Sud fino alle porte di Francavilla; e ritorno.

Le fermate dovrebbero essere alle Poste centrali, al Comune, alla CCIAA, alla Capitaneria di Porto, all’ingresso della banchina sud (porto passeggeri),  e poi ogni due stabilimenti balneari fino a Francavilla. Al ritorno idem.



il primo tratto del percorso sud del tram-estivo: dalla Stazione centrale fino al palazzo delle Poste Centrali (come per il tram-estivo che va a nord)



il secondo tratto del percorso del tram-estivo: dal palazzo delle Poste Centrali fino alla Camera di Commercio


il terzo  tratto del percorso sud del tram-estivo: dal palazzo della Camera di Commercio fino alla Capitaneria di Porto


il quarto tratto del  percorso sud del tram-estivo: dalla Capitaneria di Porto fino al Centro Adriatico (Paolo VI) sulla riviera sud (hotel Regent)


il quinto tratto del percorso sud del tram-estivo: dall'hotel Regent  allo stabilimento balneare  "Il Pirata", subito prima del comune di Francavilla


Il principio  ispiratore della nostra proposta è quello secondo cui le due riviere devono essere chiuse al traffico delle auto private ed essere percorribili solo dalle bici e dai mezzi pubblici.

E’ velleitario ? Crediamo di no. 

Intanto, si potrebbe sperimentare con le  sole giornate di sabato e di domenica, per verificarne la funzionalità. 

Salvo poi correggere qualcosa con l’esperienza fatta e allargare il periodo di chiusura ai mesi di giugno (sabato e domenica),  luglio e agosto (tutti i giorni ), e settembre (di nuovo sabato e domenica).

Sulle strade di accesso in città e quindi all’Area di Risulta (SS. Adriatica Nord, “stradone”, via del Santuario, via Arapietra, via del Circuito e lungofiume, Rancitelli, SS. Tiburtina, via D’Annunzio, via Marconi, etc…) dovrebbero essere installati dei cartelloni stradali di questo tipo:



il cartellone tipo da installare sulle principali strade di accesso alla città di Pescara: sia di quelle che provengono da nord sia di quelle che provengono dall'interno (soprattutto) sia di quelle che provengono da sud.


Il costo del biglietto per il trasporto fino alle riviere e il parcheggio, unico per ogni automobile, può essere di 5 euro. O più ? Lo scopo deve essere quello di invogliare comunque a lasciare l’auto alla Stazione. Valutazione che deve fare l’Amministrazione, calcolando costi e benefici generali.

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** l’esperimento di fare via Marco Polo senso unico ha sempre destato notevoli proteste da parte dei negozi di quella strada e anche di quelli vicini di via Marconi e via Conte di Ruvo. Anche per la mobilità normale, chiunque dovesse dirigersi verso la Capitaneria (venendo da nord, corso V. Emanuele) o la banchina sud è costretto a fare un lungo giro per via Da Vestea, facendo una quasi inversione, molto difficoltosa, soprattutto per gli autobus, alla rotatoria di via Colonna, già troppo intasata. Quindi è necessario ripristinare il doppio senso di marcia in via Marco Polo.
Chi viene invece da sud (viale Marconi), per andare alla Capitaneria o alla banchina sud del porto (passeggeri) può tranquillamente girare per via Da Vestea, come è adesso, senza intasare il semaforo della CCIAA.



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